Sintesi del discorso di Alfredo Cazzola al centro socialista bolognese di Via Marsala 2, ospite di Prospettiva Riformista.
Bologna non è governata da un partito, ma da un “sistema” di poteri forti. Questi poteri costituiscono il vertice di una piramide che, essendo appesa al potere per il vertice, non conta sull’appoggio della base e non si interessa dei suoi bisogni. E’ dunque concreto il rischio che questa base, priva di ruolo nella struttura, umiliata nel proprio ruolo ed offesa nei sentimenti, se ne vada per conto suo verso chi può dare una risposta ai problemi che l’affliggono.
Io sono un candidato anomalo. Mi sono candidato autonomamente, senza chiedere il permesso a nessuno, ma chiedendo ed ottenendolo, l’aiuto dei cittadini. I partiti, di ciò li ringrazio, hanno seguito ma non mi hanno condizionato. Essendomi candidato autonomamente, potrò rompere gli equilibri consociativi, ribaltare le stratificazioni sociali, portare alla luce persone, idee ed energie che oggi soffocano e gemono sotto la stratificazione del potere consociativo che da troppo tempo governa questa città. Sono eversivo quindi per il sistema di potere che hanno creato. E’ per questo che il “vertice” della piramide, ha paura della mia candidatura. E’ la paura di perdere il potere che spiega gli attacchi violenti che mi vengono rivolti da ogni parte.
Primo in Italia ho presentato la lista degli assessori che, ove eletto sindaco, nominerò. Tutti hanno potuto vedere la composizione della futura giunta e giudicare prima di votare.
Ho fatto progetti chiari, definendo gli obiettivi, i tempi ed i modi di raggiungerli. Ed anche qui gli elettori possono giudicare e, un domani, controllare l’andamento dei lavori e la realizzazione delle promesse.
Oltre la cupola dei poteri forti, l’altro male della città è il consociativismo. Che, per capirci, è la pratica di pochi che fanno accordi di notte, di nascosto, sulla testa di tutti.